L’Accademia Ligustica di Belle Arti fu istituita a Genova nel 1751 per iniziativa di un gruppo di artisti e di aristocratici genovesi riuniti intorno al marchese Gio. Francesco Doria. Dal 1831 ha la propria sede nell’elegante edificio neoclassico costruito a partire dal 1826 su progetto dell’architetto civico Carlo Barabino sull’area un tempo occupata dal medievale convento di San Domenico.

Dalla metà del XVIII secolo a tutt’oggi la Ligustica ha rappresentato un riferimento fondamentale per lo studio delle arti in ambito regionale, solo in parte corrispondente al territorio dell’antica Repubblica di Genova.

La costituzione di una “Galleria di quadri di scuola genovese” in funzione didattica risale agli inizi del XIX secolo ed è legata in particolare all’iniziativa del marchese Marcello Durazzo, Segretario dell’Istituto dal 1824 al 1848.

Nel corso dell’Ottocento e fino alla metà del XX secolo il patrimonio artistico dell’Accademia grazie a lasciti, donazioni e oculate acquisizioni, si è arricchito di dipinti, disegni, stampe, calchi in gesso, sculture in marmo e bronzo e bozzetti in terracotta, esposti al pubblico in modo autonomo rispetto alla scuola solo a partire dal 1980, quando fu inaugurato il Museo dell’Accademia Ligustica per iniziativa del direttore Gianfranco Bruno.

Riallestito completamente nel 2002 su progetto dell’architetto Gianfranco Franchini e ordinamento di Giulio Sommariva, attuale conservatore, il Museo custodisce oggi oltre trecento dipinti, in parte esposti a rotazione, che costituiscono una vera antologia della pittura in Liguria dal XIV al XX secolo.

Il percorso cronologico si apre con una tavoletta lignea dipinta a tempera del XIII secolo, proveniente dal soffitto della chiesa di San Siro a Sanremo e prosegue con i “fondi oro” di Francesco d’Oberto, Nicolò da Voltri, Manfredino Bosilio e Donato de' Bardi. Il Polittico di Sant’Erasmo e due rari cartoni per arazzi di Perin del Vaga documentano il contatto con la cultura più aggiornata del Cinquecento romano, mentre nelle sale seguenti capolavori dei grandi maestri della scuola genovese tra Cinque e Seicento – Luca Cambiaso, Giovanni Battista Paggi, Bernardo Strozzi, Andrea Ansaldo, Domenico Fiasella, Gioacchino Assereto, Giovanni Andrea De Ferrari, Gio. Benedetto Castiglione, Valerio Castello, Bartolomeo Biscaino, Domenico Piola, Gregorio De Ferrari – attestano gli esiti della cultura artistica in città nei “secoli d’oro”.

Nelle sale seguenti significative testimonianze della produzione artistica dell’Ottocento e del Novecento documentano la produzione artistica nell’ambito dell’Accademia. Tra queste ultime spiccano dipinti di Luigi Sciallero, Gabriele Castagnola, Nicolò Barabino, Tammar Luxoro, Ernesto Rayper, Alfredo D’Andrade, Serafìn Avendano, Luigi Bechi, Giuseppe Abbiati, Vincenzo Cabianca, Domenico Morelli, Rubaldo Merello, Plinio Nomellini e GiuseppeCominetti, accanto a sculture di Nicolò Traverso, Giuseppe Gaggini, Santo Varni, Antonio Orazio Quinzio, Giovanni Scanzi, Eugenio Baroni, Francesco Falcone e LorenzoMassa.

Nei depositi, visitabili su richiesta, sono conservati oltre duemila disegni, quattromila incisioni, maioliche e porcellane, nonché numerosi calchi in gesso tratti dalle opere più celebri della classicità e del Rinascimento e studi e bozzetti originali.

Una raccolta unica, che rispecchia, anche nelle sue modalità costitutive, la storia stessa della città, già capitale di un’antica Repubblica oligarchica e che costituisce la più omogenea e completa raccolta d’arte in Liguria dalle origini al XX secolo.






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F. d'Oberto, Madonna col Bambino fra i Santi
Domenico e Giovennni Evangelista
(particolare)